La tesi da cui parte “Il meme egoista: smontare stereotipi, educare al dubbio, costruire parità” è che la disparità di genere sia un meme egoista: un costrutto ideologico che si perpetua anche se i suoi effetti sono palesemente negativi per la convivenza civile, l’economia e l’educazione. Per questo motivo, concetti come fattore umano, stereotipo, ecosistema culturale e automatismo economico diventano gli assi portanti dell’intera proposta.
Un laboratorio per scegliere parole che accolgono, rispettano e valorizzano
Le parole non servono soltanto a comunicare: possono creare relazioni, rafforzare l’identità, favorire la partecipazione oppure, talvolta, generare esclusione.
Per questo proponiamo alle scuole secondarie di primo grado il laboratorio “Comunicazione inclusiva e consapevole”, un’esperienza coinvolgente che accompagna studentesse e studenti a riflettere sul proprio modo di esprimersi e sull’impatto che il linguaggio può avere sugli altri.
La parità non è intuitiva, purtroppo. La disparità lo è.
Il progetto parte da questa consapevolezza per attivare un percorso integrato su scuola, lavoro e cittadinanza volto a smontare stereotipi, promuovere consapevolezza critica e costruire nuovi immaginari paritari.
Attraverso laboratori, seminari e focus group differenziati per target, “Il meme egoista” sviluppa una strategia educativa trasversale che lavora sul linguaggio, sulla narrazione, sulla rappresentazione dei ruoli di genere. Coinvolge studenti, insegnanti, lavoratori/trici, aziende e cittadini/e in un processo di apprendimento attivo e partecipato.
Contenuti
La formazione ha una durata di 8 ore, gratuita e finanziata dal Fondo Sociale Europeo, ed è un laboratorio in cui, attraverso giochi linguistici, attività di gruppo, brainstorming e analisi di messaggi provenienti dai media e dai social, la classe sarà guidata a:
- riconoscere stereotipi e rappresentazioni distorte;
- comprendere come il linguaggio influenzi relazioni e identità;
- trasformare espressioni non inclusive in messaggi più rispettosi;
- sviluppare attenzione verso le differenze culturali, personali e di genere;
- individuare un piccolo cambiamento concreto da adottare nella comunicazione quotidiana.
Il percorso parte da una domanda semplice ma potente: “Come ci parliamo?”
Da qui prende forma un laboratorio attivo, partecipato e vicino all’esperienza quotidiana degli studenti, pensato per rafforzare il rispetto reciproco e il benessere del gruppo classe.
Esperti di settore